Era martedì mattina nella zona della Fortezza da Basso a Firenze quando Maria, pendolare abituale, si è trovata di fronte un cinghiale di almeno cento chili che frugava tra i cassonetti dell'immondizia. Non era sola, ma neanche aveva idea di cosa fare. Ha cambiato marciapiede, poi ha chiamato i vigili. L'animale se ne andò tranquillo verso il parco Cascine poco dopo. Una scena che si ripete con frequenza crescente nelle città italiane, soprattutto dove monti e colline si avvicinano agli insediamenti umani. Fino a pochi anni fa era una rarità. Oggi accade regolarmente anche a Bologna, Roma, Torino e in decine di altri centri urbani.
Cosa ha portato i cinghiali dalle valli alpine e dall'Appennino fino ai parcheggi dei supermarket? E soprattutto, come comportarsi se uno ti taglia la strada mentre torni a casa dal lavoro? La risposta non è semplice, perché dipende da dove vivi, da quanti cinghiali ci sono nella zona e da quanto il fenomeno è diventato visibile all'opinione pubblica. Ma le regole base di sicurezza esistono, e vale la pena conoscerle.
I cinghiali hanno sempre abitato le pendici montane dell'Italia centrale e settentrionale. Nelle valli del Trentino Alto Adige e nelle zone più selvagge dell'Appennino tosco-emiliano, convivono da secoli con cacciatori e pastori. Durante il Novecento erano stati quasi sterminati, poi sono tornati grazie a rimboschimenti e abbandono delle zone rurali. Ma dagli anni Novanta in poi, il fenomeno è cambiato di scala. Le popolazioni sono cresciute a dismisura, spinte dalla scarsità di predatori naturali e da una disponibilità straordinaria di cibo nelle aree periurbane. I rifiuti urbani sono una miniera per loro. Una famiglia di cinghiali ha imparato che nei bidoni delle città trovano più calorie che in una giornata intera di scavo nei boschi.
I dati parlano chiaro. Secondo il CREA, l'ente pubblico di ricerca per l'agricoltura, il numero di cinghiali in Italia è stimato tra i 900mila e il milione di esemplari. La stessa fonte registra un aumento esponenziale degli avvistamenti in aree urbane negli ultimi dieci anni. Non ci sono statistiche nazionali ufficiali su incidenti con umani in città, ma le amministrazioni comunali ricevono segnalazioni crescenti. Roma ha attivato piani di monitoraggio specifici dal 2019. Milano ha potenziato i servizi di allontanamento negli ultimi tre anni. Nel Veneto, la Regione ha coordinato censi ufficiali che mostrano una concentrazione anomala in zone periurbane. Anche nella mia Belluno, nelle valle intorno a Cortina, gli avvistamenti sono triplicati dal 2015 al 2023.
Quello che non devi credere sui cinghiali in città
La storia più diffusa è che i cinghiali siano feroci e aggressivi per natura. Non è vero. Un cinghiale in città non vuole combattere: vuole mangiare in pace. Gli attacchi agli umani sono rari, quasi sempre difensivi, quando l'animale si sente intrappolato o quando protegge i piccoli. La maggior parte dei cinghiali urbani evita l'interazione umana. Un altro mito è che siano portatori di malattie pericolose per l'uomo. Il cinghiale può trasmettere la trichinellosi, la brucellosi e la rabbia, ma il contagio accade quasi esclusivamente attraverso carne non cotta o contatto diretto con animali infetti, molto raro in città dove gli animali selvatici non vengono cacciati né manipolati. Infine, no, non puoi fargli amicizia offrendogli pane e altri alimenti umani. Questo non solo non è sicuro per te, ma abitua l'animale a cercare il cibo nell'insediamento umano, aumentando i problemi nel medio termine.
Se incontri un cinghiale per strada, le mosse giuste sono poche e semplici. Non correre e non fare movimenti bruschi. I cinghiali hanno una vista debole ma un udito eccellente, e correre attiva l'istinto di inseguimento. Allontanati lentamente, preferibilmente verso l'interno di un edificio o dietro un'auto parcheggiata. Se l'animale è con piccoli, aumenta la distanza il più possibile senza stare a guardare fisso. Una madre protegge i cuccioli e uno sguardo prolungato potrebbe essere interpretato come minaccia. Se l'incontro accade in un parco pubblico, avverti un adulto o le autorità, preferibilmente i vigili urbani. Non tentare di allontanare tu stesso l'animale con bastoni o grida. Una volta a distanza sicura, chiama il numero di emergenza locale o il servizio di protezione civile e segnala la zona esatta e il numero approssimativo di animali.
Il fenomeno dei cinghiali urbani non scomparirà con una semplice ordinanza. Le città che hanno gestito meglio il problema hanno combinato tre strategie: controllo dei rifiuti, allontanamento selettivo degli animali e gestione delle popolazioni nelle zone limitrofe. Venezia ha ridotto gli avvistamenti rendendo i bidoni inaccessibili agli animali. Genova ha coordinato catture non letali con l'Università. La provincia di Trento ha mantenuto vivi i piani di controllo della popolazione nei boschi, onde evitare una pressione eccessiva sulle città. Non è una soluzione veloce, ma è fattibile. Nel frattempo, conviene semplicemente imparare a non avere paura di un animale che ha paura di te.
