Ogni anno in Italia migliaia di persone decidono di adottare un coniglio domestico convinte che sia un animale facile, silenzioso e gestibile come una cavia. Sbagliato. Il coniglio non è un roditore semplice: è un lagomorfo con il doppio della complessità comportamentale di quanto si crede. Chi arriva da un negozio di animali con una gabbia da 60 centimetri e un sacchetto di semi di girasole ha già fatto tre errori prima di arrivare a casa.

La ragione di questi errori è sempre la stessa: chi vende spesso non è sincero, e chi compra non sa che il coniglio ha un'etologia particolare. È un animale sociale, territoriale, che ha bisogno di muoversi fino a cinque o sei ore al giorno, che mangia soprattutto fieno non verdure, e che teme l'isolamento come la morte. Non è pigro. Non è una peluche. Non è un giocattolo che sta bene in una scatola.

I tre errori che non devi fare

Un coniglio in queste condizioni sbagliate vive frustrante, si ammala prima, e diventa aggressivo o apatico. Chi dice che il coniglio è tranquillo è stato fortunato di averne avuto uno adattato nonostante gli errori. Non vuol dire che il tuo andrà bene se fai le stesse cose.

Prima di portare a casa un coniglio, contatta un veterinario specializzato in piccoli animali, leggi un manuale serio sulla loro gestione e preparati a investire tempo e soldi. Non è un animale da reddito zero. E se al negozio ti propongono una gabbia piccola e semi di girasole come alimentazione principale, fai una cosa semplice: vai da un altro rivenditore o dai un'occhiata a siti come quelli di centri di recupero che hanno informazioni affidabili. Molti conigli finiscono negli enti di protezione proprio perché chi li ha presi non era disposto a imparare le regole vere.